La Fagiolina del Trasimeno non è un fagiolo comune ma una Vigna unguiculata, legume di origine africana coltivato attorno al lago da epoca etrusco-romana, molto prima dell’arrivo dei fagioli dall’America.
I semi sono piccolissimi e di colori diversi — bianco, nero, marrone, screziato — spesso mescolati. La pianta è rampicante e matura in modo scalare: i baccelli vanno raccolti a mano, più volte, il che spiega la produzione minima (poche tonnellate l’anno).
È Presidio Slow Food dal 2000. Cuoce in fretta, non richiede ammollo lungo, ha buccia impercettibile e sapore delicato, poco “erbaceo”.
Come riconoscerlo
Semi minuti (pochi millimetri), tondeggianti, di più colori nello stesso sacchetto. Prezzo elevato per via della raccolta manuale. Cottura rapida (20-30 minuti) senza ammollo prolungato.
In cucina
Il piatto tipico è semplicissimo: lessata e condita con olio EVO del Trasimeno, sale e pepe, tiepida. Ottima in zuppa leggera, in insalata con tonno del lago, o come contorno delicato.
Come si conserva
Da secca, in barattolo chiuso, al fresco e all’asciutto, entro l’anno. Più invecchia più allunga la cottura.