La Roveja è un pisello dei campi (Pisum sativum subsp. arvense), antichissimo, dai semi piccoli, spigolosi, di colore variabile dal verde-bruno al grigio. Cresce in quota, tra 600 e 1.200 metri, seminata a marzo e raccolta in piena estate.
Un tempo alimento base di pastori e contadini dei Sibillini, era quasi sparita: a fine anni Novanta un gruppo di donne di Civita di Cascia ne recuperò la semente conservata in un barattolo. Oggi è Presidio Slow Food.
Il sapore è deciso, a metà tra il pisello secco e la fava, con una punta amarognola. Si usa in zuppa o, macinata, come farina per la “farecchiata”, una polenta condita con acciughe, aglio e olio.
Come riconoscerlo
Semi piccoli e irregolari, colore scuro non uniforme (verde, marrone, grigio). Buccia coriacea: a differenza della lenticchia di Castelluccio richiede ammollo. Sapore più intenso di un pisello secco comune.
In cucina
Zuppa densa con altri legumi e cereali; farecchiata/pesata (polenta di farina di roveja con acciughe, aglio, olio). Ammollo di 12 ore, poi cottura lunga a fuoco basso.
Come si conserva
In barattolo chiuso, al fresco e asciutto. Da consumare entro l’anno: la buccia già dura tende a indurirsi ulteriormente.