Farro di Monteleone di Spoleto DOP

L’unico farro italiano DOP, della specie dicoccum (farro medio), coltivato in quota nell’alta Valnerina. Chicco vitreo che tiene benissimo la cottura, con nota di nocciola.

Farro di Monteleone di Spoleto DOP
DOPLegumi e cerealiZona: Monteleone di Spoleto e Poggiodomo, con parte di Cascia, Sant'Anatolia di Narco, Vallo di Nera e Scheggino (PG)Stagione: Mietitura in estate; si usa tutto l'anno

Il Farro di Monteleone di Spoleto DOP è l’unico farro d’Italia a fregiarsi della Denominazione di Origine Protetta. Appartiene alla specie Triticum dicoccum (farro medio) ed è coltivato tra i 700 e i 1.000 metri nell’alta Valnerina, su terreni marginali dove pochi altri cereali riescono.

La coltivazione è quasi sempre in regime biologico, senza irrigazione né concimazione chimica: la pianta, rustica e alta oltre un metro, si difende da sola. Il chicco è ambrato, di consistenza vitrea, e proprio per questo non si sfalda in pentola.

Il sapore ricorda la nocciola e la crosta di pane. Storicamente era il cereale della sopravvivenza in montagna; oggi è un ingrediente da zuppe e insalate.

Come riconoscerlo

Chicco allungato color ambra, duro e traslucido se spezzato (non farinoso). In commercio come “farro decorticato” (integrale, va tenuto un po’ a bagno) o “perlato” (cottura rapida). La DOP è solo sul dicoccum, non sullo spelta.

In cucina

Zuppa di farro con legumi e verdure, imbottitura per minestre, insalata fredda estiva con olio EVO, pomodorini e pecorino. La farina serve per pani rustici e per la pasta fresca.

Come si conserva

In barattolo chiuso, al fresco e all’asciutto, entro un anno. Il farro perlato teme meno il tempo del decorticato.

Dove si produce

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