Il Farro di Monteleone di Spoleto DOP è l’unico farro d’Italia a fregiarsi della Denominazione di Origine Protetta. Appartiene alla specie Triticum dicoccum (farro medio) ed è coltivato tra i 700 e i 1.000 metri nell’alta Valnerina, su terreni marginali dove pochi altri cereali riescono.
La coltivazione è quasi sempre in regime biologico, senza irrigazione né concimazione chimica: la pianta, rustica e alta oltre un metro, si difende da sola. Il chicco è ambrato, di consistenza vitrea, e proprio per questo non si sfalda in pentola.
Il sapore ricorda la nocciola e la crosta di pane. Storicamente era il cereale della sopravvivenza in montagna; oggi è un ingrediente da zuppe e insalate.
Come riconoscerlo
Chicco allungato color ambra, duro e traslucido se spezzato (non farinoso). In commercio come “farro decorticato” (integrale, va tenuto un po’ a bagno) o “perlato” (cottura rapida). La DOP è solo sul dicoccum, non sullo spelta.
In cucina
Zuppa di farro con legumi e verdure, imbottitura per minestre, insalata fredda estiva con olio EVO, pomodorini e pecorino. La farina serve per pani rustici e per la pasta fresca.
Come si conserva
In barattolo chiuso, al fresco e all’asciutto, entro un anno. Il farro perlato teme meno il tempo del decorticato.