Mazzafegato

Salsiccia di fegato e frattaglie di maiale, in versione dolce (con uvetta, pinoli, scorza d’arancia) o salata (con aglio e finocchio). Insaccato “povero” della norcineria, da cuocere alla brace.

Mazzafegato
PATSalumi e norcineriaZona: Valnerina, Alta Umbria, area eugubina e del folignateStagione: Produzione invernale, con la macellazione del maiale

Il Mazzafegato (o mazzafegati) è la salsiccia di fegato della tradizione norcina: si prepara con fegato, polmone e altre frattaglie di maiale, carni magre di risulta e grasso, il tutto insaccato in budello.

Esistono due anime: quella dolce, arricchita di uva passa, pinoli, scorza d’arancia e a volte zucchero o miele, e quella salata, con aglio, sale, pepe e semi di finocchio. Cambia da valle a valle.

È un prodotto della cucina di recupero: nasce per non sprecare nulla del maiale. Si consuma fresco, nei giorni successivi alla lavorazione, cotto alla griglia o in padella.

Come riconoscerlo

Impasto scuro (il fegato), grana media, profumo speziato. Nella versione dolce si vedono uvetta e pinoli in sezione. È un salume fresco, non stagionato: va cotto.

In cucina

Alla brace o in padella, servito con la torta al testo. La versione dolce si abbina bene a un vino rosso morbido; quella salata entra anche in sughi rustici e lenticchie.

Come si conserva

In frigo, da consumare entro 3-4 giorni dall’acquisto perché contiene frattaglie. Si può congelare crudo per qualche settimana. Va sempre cotto a cuore.

Dove si produce

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