La scafata è uno dei piatti simbolo della primavera in Umbria, legato alla cucina contadina e al periodo di raccolta delle fave fresche. Il nome deriva da ‘scafa’, termine del dialetto locale che indica il baccello della fava.
Questo ricco stufato di verdure unisce la dolcezza delle fave e delle bietole alla sapidità della pancetta rosolata, il tutto ingentilito dalla presenza della mentuccia fresca (o del finocchietto selvatico). Servita tradizionalmente con fette di pane casereccio tostato o bruscato, la scafata può essere gustata sia come piatto unico rigenerante sia come ricco contorno.
Ingredienti per 4 persone
- 1 kg Fave fresche in baccello (circa 400g sgranate)
- 300 g Bietole da costa o erbette (pulite)
- 100 g Pancetta stagionata (o guanciale a cubetti)
- 200 g Polpa di pomodoro (o pomodori pelati)
- 1 Cipollotto fresco (o cipolla bianca)
- 1 Carota
- 1 Costa di sedano
- 1 mazzetto Mentuccia fresca (o menta campestre)
- q.b. Olio extravergine d'oliva
- q.b. Brodo vegetale (o acqua calda)
- q.b. Sale
- q.b. Pepe nero
Come si prepara
- 1
Sgrana le fave fresche dai baccelli. Lava accuratamente le bietole e tagliale a striscioline non troppo sottili.
- 2
Prepara un trito con il cipollotto, la carota e il sedano. Taglia la pancetta a dadini o a striscioline.
- 3
In un tegame capiente (preferibilmente di terracotta) scalda un filo d’olio d’oliva, unisci la pancetta e il trito di verdure e lascia rosolare a fuoco dolce per circa 5-7 minuti.
- 4
Aggiungi la polpa di pomodoro, le fave sgranate e le bietole a striscioline.
- 5
Profuma con la mentuccia fresca spezzettata a mano, regola di sale e pepe e mescola bene gli ingredienti.
- 6
Copri con il coperchio e lascia cuocere a fuoco lento per circa 30-35 minuti, versando un mestolo di brodo vegetale o acqua calda se il fondo di cottura tende ad asciugarsi.
- 7
Serva la scafata ben calda o tiepida, completando il piatto con un filo d’olio d’oliva a crudo e fette di pane umbro tostato.
Abbinamento
Grechetto di Todi DOC o Montefalco Bianco
Conservazione
Si conserva in frigorifero per 2 giorni in un contenitore ermetico. Può essere riscaldata a fuoco dolce o gustata a temperatura ambiente.
Consigli e varianti
Scegli fave freschissime e tenere. Se le fave sono grandi o mature, rimuovi il tegumento esterno (la pellicina) dopo averle sgranate per rendere il piatto più digeribile e delicato.
Domande frequenti
Perché il piatto si chiama Scafata?
Il nome deriva da ‘scafa’, parola del dialetto umbro che indica la buccia o baccello della fava fresca.
Si può preparare una versione vegetariana della scafata?
Sì, omettendo la pancetta o il guanciale dal soffritto: la combinazione di fave, bietole, pomodoro ed erbe aromatiche garantirà comunque un piatto ricco e molto saporito.



